Tutti dicono I love you…ma perchè?

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La grafia ancora incerta di una bambina di sette anni, i puntini più scuri sulle linee delle parole, un’improbabile onda che incornicia quella strana parola: ALOWIU. Beh…sì, in inglese non ero proprio un asso a sette anni. Però sapevo che ti amo si dicesse aloviù, che “sì” si dicesse glies, e fui molto felice quando scoprii che “no” era proprio “no” .Ma…ma…se alla mia mamma volevo dire “ti voglio bene” come glielo traducevo? Non potevo tradurglielo con l’alowiu che avevo scritto nella mia agendina e che avevo riservato solo per il mio principe azzurro. Lui aveva l’esclusiva per l’alowiu,mica mia mamma,eh. Poi,l’illuminazione: finalmente mi spiegarono che gli inglesi scrivono in un modo ma leggono in un altro. Ahhhh ecco: scrivono Alowiu ma leggono “ti voglio bene”, giusto? No. Non era neanche così.

Non ricordo esattamente chi fu a darmi la rivelazione, o forse lo capii da sola che quegli inglesi, santoiddio,quella stessa popolazione che usa verbi diversi per dire “guidare la macchina e guidare l’aereo” (drive the car/fly the airplane) , che ha un nome a sé per dire “fratelli e sorelle”,(siblings) ,che hanno più termini per dire mobbing,non hanno sforzato il loro cervellino per trovare qualcosa di diverso da I love you? O_O Che sia tua cugina,che siano i tuoi fan,la tua ragazza,il panino del MC Donald’s,(qualcuno si ricorderà la pubblicità I’M LOVIN’IT) se sei britannico dirai sempre “I love you”.  Poi vabbè, per dargli un tono si sono inventati la regoletta: si coniuga solo all’indicativo e dopo ci vuole sempre la –ing form. Mhmh. Come il verbo hate, il verbo like….”perché esprimono uno stato piuttosto che un’azione”, mi ripeteva fino alla nausea il mio prof di inglese. Geniali questi british people. E forse sarà stata proprio per colpa di quel professore che io proprio non riesco a togliermelo dalla testa come non  ci sia un maledetto “ti voglio bene” in inglese, o forse un maledetto “ti amo”? perché a questo punto non si sa che cosa vogliano ben dire con quel love. Un po’ come quando dicono nice che vale per carinasimpaticadolcedivertenteaffabile. Non ci sanno proprio fare come i sentimenti. Giusto, è così? Sì, dev’essere così. Forse in Inghilterra non è mai circolato Catullo che lo diceva che c’era differenza tra amare et bene velle e che appunto, le ferite d’amore fanno amare di più ma voler bene di meno . E tuttavia,ci sono riusciti a farmici pensare ogni giorno: ma cosa cavolo è quel love? Dopotutto,anche se ci dicono che love,amore,liebe,amour facciano riferimento allo stesso sentimento che ognuno di noi prova per qualcuno,è lecito pensare che non sia così. E dunque, essendo questo sentimento tradotto in così tante maniere,essendo uno e centomila magari non è proprio nulla di ciò. Insomma, quante volte stiamo sul letto a guardare il soffitto e a pensare “ma lo amo davvero? O gli voglio solo bene?” Ecco…come pensate che gli inglesi risolvano un problema del genere,se non hanno nemmeno le parole per esprimerlo? “Do I love him? Or I love him?”.Accidenti, voglio rinascere inglese e fiùùù…un quarto delle paranoie probabilmente non le avrei. E quando non so, un inglese e un’italiana si sono innamorati l’uno dell’altro…lei, come ha fatto a capire che il sentimento per lei non equivaleva per niente a quello che lui ha per la sua migliore amica, se tanto chiamava quel sentimento con lo stesso nome?Io sarei uscita pazza. Gli avrei fatto imparare l’italiano ad ogni costo, così l’avrebbe capito che ci sta una bella differenza tra amare et bene velle. Dovremmo forse pensare che gli inglesi non amano? Ma c’hanno avuto Shakespeare!

Di solito, i libri,le poesie ci piacciono per un motivo: verbalizzano ciò che abbiamo dentro ma non sappiamo esprimere.  Chissà ad esempio chi fu ad inventare la parole “angoscia”, a capire che avessimo dentro qualcosa che non fosse né rabbia, né tristezza né frustrazione, ma fosse appunto…angoscia. Chissà chi fu a capire che avevamo qualcosa dentro che non era né affetto,né simpatia,né bene, e che…zac,lo ha preso dal pentolone dei nostri sentimenti e ci ha dato un nome. Amore. Come il Dio.Sì, Quello che scagliava le frecce…mmm com’è che si chiamava?Ah sì, Cupido. Cupido?Eh no, e no aspettate, ma cupido vuol dire Desiderio.  E Noi oggi distinguiamo le due cose! Ecco,io ve l’avevo detto che sono paranoica.

Ora, il fatto è questo, cari lettori. Il fatto è che io ho sì tante domande…ma in realtà ho anche tante risposte,che tra di loro litigano,si prendono a capelli, si calpestano e maltrattano. Ma, solo perché mi va di conservare almeno la vostra di salute mentale,potrei dire che nella mia testolina,tra le tremila vocine e vocette, due prendono il sopravvento:

Una, dovete immaginarla come una strega vestita di nero,un po’ come quella cattiva delle favole che gironzola nella mia mente soprattutto quando è notte,perché gode nel non farmi dormire. Sta lì, e spunta fuori quando io sto per chiudere gli occhi. “Che cosa credi?” mi sussurra –Che l’amore esiste? Ma no. Ma certo che no. Lo hanno detto anche in una recente canzone:  l’amore non esiste,l’amore è tutta un’invenzione.  Com’è che gli inglesi non hanno questa parola? Perché loro sono pragmatici. Non esiste,mettitelo in testa.” “ma se sei già nella mia testa,brutta idea beffarda” “Oh già,hai ragione. Sì ma non ne sei convinta,sciocca. Tu credi che l’amore stia da qualche parte, nelle disgustose mani che si cercano,negli occhi di lei che guardano lui innamorati e blablabla…ma cara mia,questo non è amore. Questo è cupido.E’ desiderio. E’ egoismo.  E’ paura di restare soli. Lo diceva a chiare lettere Bukowski: amiamo ciò di cui abbiamo bisogno. E quelli che si stanno insieme tanti anni? Finchè morte non li separi? Mia cara,credo che tu stia parlando di pazienza,di stupida pazienza,e basta. Di inerzia,altrochè.Ecco, vanno avanti per inerzia, perché non hanno le palle di stare soli, di sguazzare nella solitudine. Dimmi eh, dimmi,com’è che ci sono vedove che si risposano,uh?Perché tornano ad innamorarsi,tornano ad amare.Mi dirai. Certo, fa comodo pensare questo. E allora due sono le cose: o hanno amato due volte, o non hanno mai amato. Brava,mi piace veder affiorare questo pensiero: amare due volte e non amare mai sono la stessa cosa. Hanno paura di restare sole. Tutto qui. Ma ecco,prendiamo il tuo adorato Shakespeare.Prendiamo i tuoi Romeo e Giulietta. Ma davvero credi che loro si amassero?Sarebbe stato davvero amore se i genitori non si fossero messi tra i piedi? Non era la loro una semplice presa di posizione contro quel mondo degli adulti che tanto disprezzavano?Il loro amore è dedizione,è un accanimento terapeutico.E non venirmi a dire che lo dice Shakespeare che it’s love. Perché quella parolina tu non sai decifrarla. Tu non sai rispondere.

-Adesso basta. – Finalmente pian piano si fa strada l’altra vocina.

-Tu sei soltanto una povera invidiosa gelosa. L’amore esiste. Ma devi immaginarlo come i colori,con una gradazione più intensa e meno intensa. Dopotutto, i cari nostri inglesi, quando vogliono scrollarsi di dosso un corteggiatore di troppo dicono “I love you…as a friend.” Così, per non lasciare spazio ad altre fantasie. E sì,carina. L’amore è proprio lì, è proprio nelle mani che si intrecciano,negli occhi che si cercano. E si possono cercare per egoismo,per paura di restare soli, per desiderio di andare a dormire e trovare un letto già caldo. E cosa c’è di male in tutto questo? Cosa c’è di male nel trovare qualcuno con cui condividere la tua vita e amarlo,sì,amarlo, per la felicità che riesce a darti, per i momenti che sa regalarti. E quanto alle vedove, non sono le uniche ad innamorarsi due volte. Noi stessi ci innamoriamo (e a proposito, in inglese è to be IN LOVE,inn-amor-ato)ogni giorno del mare,di un libro. E se a undici anni diciamo di avere un libro preferito, a trenta ne avremmo un altro. Non perché ci siamo dimenticate del nostro primo amore,ma perché quel primo libro rispecchiava le nostre esigenze da undicenne, esigenze che cambiano quando hai trent’anni. E ciononostante, abbiamo avuto bisogno dell’uno e dell’altro.  Certo,sta a noi poi renderci conto su quale gradazione ci troviamo, ma è per questo che gli inglesi utilizzano LOVE in qualsiasi significato di adorazione possibile. Perché l’amore ha mille forme, ha mille intensità, lo trovi nelle cioccolate calde che ti prepara la mamma e nella pianta che silenziosa assorbe l’acqua e nutre i suoi rami e nelle formiche che cercano cibo non solo per sé,ma per l’intera loro combriccola e nella bambina che mette il peluche sotto le coperte per non fargli prendere freddo. E ora và,và a dormire piccola strega. Ti vedo,sai,ogni mattina piantare un fiore e ogni sera strapparlo perché “non dà frutti”. Se sarai fortunata, e domani troverai,così,per caso, un altro fiore, fallo per me, raccoglilo. Raccoglilo e coltivalo. Perché, è inutile negarlo: tu, mia cara cinica, sei la prima a bramare amore, o love,o liebe, o qualsiasi forma di affetto sia, qualsiasi gradazione di colore abbia. Tu ne hai bisogno. Io ne ho bisogno. Ne abbiamo bisogno tutti. E se stufa e stanca e vittima ancora del tuo cinismo deciderai ancora una volta di strappare quel fiore, sappi solo che è inutile. Domani, rinascerà.”

La due vocine finalmente tacciono,l’una sconfitta, l’altra più o meno soddisfatta. La vedo sedersi e affacciarsi ai miei pensieri. Ha un capzioso sorrisetto. Poggia lentamente il mento sulla mano destra. Non ci aveva mai pensato. –Però, geniali,questi british people- Per stanotte,ha vinto lei.

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7 thoughts on “Tutti dicono I love you…ma perchè?

  1. Buonasera, se mi posso permettere… Premesso che mi è piaciuto molto anche per lo spirito e per il ritmo incalzante della narrazione, lasciami dire che le due vocine forse le metteresti d’accordo con una frase proprio del grande Bardo, da te citato per la sua “Romeo and Juliet”: “But who, who are thou who larking in the dark of the night stumble upon my most secret thoughts”… già un’espressione del genere dovrebbe appianare le divergenze circa l’esistenza di quel meraviglioso stato di grazia che si chiama amore e che monopolizza le notti insonni degli amanti. Ma se proprio rimanessero dei dubbi, dì cortesemente loro che esistono espressioni quasi intraducibili che suonano così: “I’m fond of you”. Che vuol dire passione, innamoramento, motivazione ad amare una persona. Ciascuna e tutte queste cose insieme… Molto brava e complimenti. Ciao, Piero

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    1. Grazie mille, Piero!Appezzo davvero il tuo commento. Non avevo mai pensato ad utilizzare “to be fond of” per le persone ma solo per le passioni in genere “I’m fond of literature”, per esempio. Ma hai ragione…sarà una delle prossime espressioni che sussurrerò alla mie vocine 🙂

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