Pochi giorni per innamorarsi – Few days to fall in love

Una borsa colma di cose inutili, una nikon e una mano da stringere (soprattutto quando nevica e vai in estasi per i fiocchi di neve che ti cadono sui capelli). La Germania mi ha stupita. Quando ho messo piede a Brema, sotto una coltre folta di nuvole, mi aspettavo una serie infinita di biondi che correvano guardando l’orologio e bevendo birra.  Invece mi sono ritrovata in un paesino quasi favolistico, con casette dalle finestrelle dietro le quali c’è sempre un fiore o una piantina, con i mattoncini rossi, un ristorante nel mezzo di un fiume. Credevo di trovare dei camerieri scontrosi in pub spartani, e invece mi sono riscaldata in salottini in cui ognuno era felice di accoglierti, di portarti il pane al burro e il caffè nel tazzone, di chiederti se stesse andando tutto bene. E sì,c’è la birra, ma ci sono infiniti negozi che profumano di tè e caramelle appena realizzate e infinite strade che odorano di erba tagliata. Si dice che ogni mondo è paese. Ebbene, sia benedetto il paese di Oldenburg con le stradine che non si incontrano mai, coi mercatini di fiori freschi da un lato e il pane caldo dall’altro. Gli uffici di aziende e il castello dei sogni. La città nel villaggio, dicono i tedeschi: perché con pochi metri ti ritrovi distese di verde che si srotolano sotto i tuoi occhi e di cui non riesci a vedere il confine, anche se passeggi per chilometri tra foreste di alberi secolari. Ah, l’amore per la natura: se dai indietro la bottiglia di birra che hai bevuto ti ridanno un euro e la riciclano; guai a te se prendi dalle foreste del governo la legna per il camino; guai a te se costruisci una casa a Petersfehn che è ormai satura. Ho respirato quell’aria a pieni polmoni come per fare un favore al mio corpo. Ancor di più, a Bad Zwischenahn, un comune di poco più di 27 mila abitanti che vive intorno a un lago come un’ape intorno al fiore. Case vichinghe disabitate, un vecchio mulino da visitare, ville relax e un ristorante in cui arrivi a parlare plattdeutsch senza sapere cosa dici.

Una valigia colma di ricordi, una nikon e una mano da stringere più forte (soprattutto quando c’è il sole ma non puoi più restare.)
______________________________________________________________________________________________
A bag full of useless things, a Nikon camera and a hand to hold (especially when it’s snowing and you get excited for the snowflakes falling on your hair). Germany surprised me. When I put my foot in Bremen, under a thick cover of clouds, I expected an infinite series of blond running people looking at their swatches and drinking beer. Indeed, I was in a small country fable, with small houses whose windows always have flowers or sprigs, red bricks, a restaurant in the middle of a river. I expected moody waitresses in rough pubs, but I warmed my self in dining rooms in which everyone was happy to host you, to bring you butter bread and the kind of coffee in a big cup,happy to ask you if everything was fine. And yes, they use beer, but there are so many shops smelling of tea and handmade candies, so many roads smelling of just-cut grass. In Italy we say “every world is country”. Then, God bless the Oldenburg country, with his small roads that never meet each other, with markets having fresh flowers on one side and warm bread on the other one. Company offices and the castle of your dreams. “The city in the village”, Germans say: it’s because after some meters you can easily have green expenses unrolling in front of your eyes, whose end you can’t see, even if you walk kilometers through centuries-old forests. Oh, the love for nature: if you give back the bottle of beer you’ve just drunk, you’ll have one euro back and they recycle it; troubles for you if you take wood for your chimney from the government’s forest; troubles for you if you build an house in Petersfehn,since it’s full. I breathed that air as much as I could, like I was doing a favor to my body. Especially in Bad Zwischenahn, a town and municipality with a little bit more of 27thousands inhabitants, living around a lake like a bee around a flower. Viking uninhabited houses, an old mill to visit, relax villa and a restaurant in which you will be finally able to speak plattdeutsch although you don’t know what you’re saying.

A lagguage full of memories, a Nikon camera and a hand to hold tightly
(expecially when the sun is shining but you can’t stay more.) DSCN4758

DSCN4766

DSCN4798

DSCN4800

DSCN4838

Annunci

2 thoughts on “Pochi giorni per innamorarsi – Few days to fall in love

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...