Momenti universitari.

I libri sono lì, che ti fissano immobili sulla scrivania. Gli appunti sono lì, accanto ai libri. Li hai scritti in un momento di disperazione totale, quando la memoria iniziava a venir meno e la voglia di studiare pure. Il piano di studi è lì, sugli appunti e accanto ai libri. Si erge a simbolo di quella che è stata la tua vita nelle ultime settimane o mesi: un pendolo che ha oscillato tra letto,cucina e scrivania.

Sei in un classico momento di ozio, perché oh avrai bisogno anche tu di rilassarti e non farti scoppiare la testa. Ti improvvisi anche medico di te stessa e ti ripeti che ora il cervello ha bisogno di riposare,che in realtà ha accumulato tutti i dati che hai appreso e ha bisogno di riordinarli, eh. E’ per questo che nella testa ti senti una sorta di centrifuga: è il cervello che sta lì a lavorare per farti andare bene all’esame

Come? “sti gran cavoli?” “no aspetta…da dove l’hai presa quest’espressione? Non c’era nelle ultime versioni di latino. Certo che hai un bel plurilinguismo tu eh”. Sì, uso la parola plurilinguismo perché l’ho letta poco fa a proposito di un autore latino (Petronio, che vi credete: lo ricordavo!);perché quando sei in fase esami inizi ad assumere il lessico della materia che stai studiando. Ad esami di storia medievale ho iniziato ad avere rapporti solo con persone che si chiamassero Teodosio e Alarico,(…abbastanza chiara l’immagine della mia vita sociale?) a quelli di letteratura, di sabato sera potevo tranquillamente dire “rimembrate ancor quel tempo della nostra vita mortale?” “son stanca, oggi avrò sceso un milione di scale.”(però il braccio non me lo dava nessuno,sfigata.) Ora sono prossima a dare un esame di latino, per cui ho iniziato a dire ai miei amici “complector vobis” per abbracciarli, a commentare il viso di un mio amico dicendo che era pallidulo, a dire a mia madre “latine studendum est” e robe simili che mi fanno soltanto sembrare una deficiente le cui uniche cose che sa non le verranno chieste perché inutilior.

Dall’altra lato, la sottoscritta studentessa in fase pre-esame pensa che forse sia il caso di aggiungere alla lista di cosa fare la voce “vestirsi” perché all’università non può andare in pigiama, sebbene la camicia da notte con le mucche abbia un certo fascino. Pensa sia il caso di smettere di scrivere stupidaggini sul blog, perché la tecnica del “scrivi che ti liberi” in questi casi non funziona mai e all’esame rimpiangerai quelle ore che hai perso facendo niente di niè.

O forse no. O forse dopo tre anni inizi a pensarla alla Match point, pensi che la fortuna ha quel suo ruolo fondamentale, che la pallina può andare o no dall’altro lato della rete e se ci va, si vince, se no, hai perso. E allora,tanto vale lasciar fare al caso pure stavolta. E continuare a poltrire:

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4 thoughts on “Momenti universitari.

  1. Anche i miei libri erano lì e mi guardavano con fare minaccioso da un po’. Poi ho finalmente deciso di affrontarli. Ora ci guardiamo negli occhi. Io sfido loro e loro sfidano me… Ma io so che alla fine avrò io la meglio… Magari ci vorrà un bel po’, ma alla fine sarà così 👊

    Buona giornata

    Giulia ☀

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