Sara.

Oggi Sara si è svegliata con un gran mal di testa.E’ il giorno della partenza ed è contenta di trasferirsi a Parigi, anche se la meta aveva sorpreso un po’ tutti. Anzi, forse era stata quella decisione di partenza improvvisa a smarrire la sua famiglia. “Che cosa ti manca qui?” le avevano chiesto. “Nulla…ho solo voglia di cambiare un po’ aria” aveva risposto “o proprio prendere un po’ d’aria”, questo lo aveva pensato ma non lo aveva detto. “Se non ti manca nulla, perché parti?” la solita insinuazione della sorella. “If there’s nothing missing in my life then why do these tears come at night?” (Se non manca nulla nella mia vita, perché arrivano queste lacrime di notte?) Ricordava questa canzone e forse quella sarebbe stata la domanda giusta. La verità è che Sara si sente soffocare o sente che quando prova a urlare ci sia sempre un fazzoletto a tapparle la bocca e il suo urlo si riduce a un suono disarticolato, soffocato,appunto.

E’ in aereo. Guarda fuori dal finestrino e spera solo di lasciarsi il più presto alle spalle quel soffocamento costante.

Spera di lasciarsi dietro la sua immotivata infelicità in quella città.

Spera di lasciarsi dietro i silenzi di suo padre e il parlar troppo della madre, ogni volta che per qualche ragione Sara esplodeva.

Spera di lasciarsi dietro le continue,martellanti insinuazioni di sua sorella sul rapporto col suo ragazzo. Era invidiosa,Marta era anche lei frustrata, non era mai stata fidanzata, ma perché Sara doveva avvertirla come una colpa? In uno di quei giorni in cui sentiva quella strana, latente inquietudine in casa ed era scoppiata in lacrime, nessuno aveva voluto darle peso. E quando poco dopo si ritrovò in macchina con sua sorella, fianco a fianco, col volto ancora pallido, con le lacrime che ancora le rigavano le guance, sua sorella aveva acceso la radio e si era concentrata a non sbagliar alcuna frase della canzone. Un gesto che Sara non le avrebbe mai perdonato.

Spera di lasciarsi dietro tutte quelle aspettative su di lei, dai parenti ai genitori, quel “allora il centodieci e lode lo prendi sicuro” e la faccia delusa di suo padre quando non c’era stata nessuna lode e nessun centodieci.

Spera di lasciarsi dietro il peso di quell’amicizia finita, di quelle parole che aveva avuto il coraggio di pronunciare :”ormai non siamo più amiche come prima” e per le quali aveva quasi sentito imbarazzo, ma che sentiva vere. Per le quali si sentiva in colpa.

Spera di lasciarsi dietro i dubbi sulle scelte da prendere. Quelle sul suo futuro e quelle per mettere definitivamente a posto il passato.

Ma sa che è da se stessa che sta cercando di fuggire. O forse fugge per ritrovare se stessa. Decide che per questa ennesima domanda ci sarà tempo per rispondere,perché ora ha troppo mal di testa. “Con tutto quello che hai per la testa, per forza che ti fa male”, le aveva detto Caterina.

L’aereo prende la rincorsa, e dopo un attimo, è in volo.

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