Scrivere non è per tutti.

Se la mia intenzione è mantenere rapporti sociali col mondo, i tre quarti delle mie parole dovrebbero restare strette tra i denti per essere ingoiate. Ma scrivere sul blog è anche questo: poter dire la mia senza che qualcuno mi dia un bel ceffone. Eppure, ci terrei molto a dire che scrivere non è SOLO questo. Non è fingere di avere qualcosa da dire e metterlo su carta senza il minimo filtro, il minimo di limatura. Troppo spesso noto che molte persone,per qualche inspiegabile motivo, si sentano come investite del potere non solo di dire la propria scrivendo, ma di dirla in modo sbagliato, sgrammaticato, e con l’atteggiamento tipico di chi NO, non sa scrivere ma ci tiene a dimostrare il contrario, inveisce contro qualche mal capitato che ha messo qualche accento di troppo. Per carità, non mi reputo nessuna scrittrice di gran classe o una scrittrice e basta ma forse proprio perché sono il peggior giudice di me stessa, mi rendo conto che dovremmo fermarci un attimo a pensare dove stiamo andando a finire. Si scrive,si vomitano parole mettendo a caso qualche citazione presa rigorosamente da facebook, si mettono virgole tra soggetto e verbo, un quattro,cinque,sei,sette punti esclamativi, frasi che non hanno la minima-dico-minima connessione col resto del testo e bam, si crede di aver scritto il miglior articolo di giornale di tutti i tempi, e di aver perfettamente espresso il caos inestricabile dei nostri pensieri. NO. Scrivere non è questo. Perché se è importante scrivere di getto, è ancora più importante rileggersi. Come quando prima di mettere il piatto in tavola si assaggia il cibo più volte e si dosa meglio il sale, si insaporisce o addolcisce,si fa una revisione generale, ecco. Non è che metti lì a caso un paio di ingredienti e pretendi di averne fatto un capolavoro. Ora,non me ne vogliate ma mi vengono in mente due esempi.
Il primo riguarda Fabio Volo. Quando si iniziò a dire che non era uno scrittore,che erano braccia rubate all’agricolutura e altri clichè, mi innervosivo perché queste critiche venivano da chi non lo aveva neanche letto ma si ergeva a grande letterato. Poiché mi piace insultare con cognizione di causa, mi regalai un suo libro. Sarà che l’ho letto dopo Madame Bovary,sarà che non sono abituata a leggere libri moderni,ma il suo libro mi ha lasciato il vuoto assoluto.C’era sì una mezza trama,un innamoramento su un treno o qualcosa del genere ma il modo di scrivere l’ho trovato vuoto,direi smidollato.  Non era più scrittura,ma un parlato messo per iscritto.Non c’erano neanche quelle descrizioni sulla mascella di lei,che tanto hanno fatto impazzire le lettrici di Twilight,per esempio. Come una canzone che è così insipida nel testo e nella musica che la cantante per poter attirare il pubblico mette in vista le sue grazie. Inutile dire che quel libro non faccia più parte della mia libreria. Come Fabio Volo ci sono altri autori che per caso sono passati per casa e non ci sono restati, ma cito solo lui perché è quello che più mi ha…colpita.
Il secondo esempio riguarda invece il resto del mondo. Troppo generica? Posso dirvi che vivendo in un ambiente universitario come quello di lettere,mi capita di incontrare molte persone che intendono “scrivere” e mi propinano dei loro testi (non mi regge il cuore di chiamarli articoli). Mi sono trovata di fronte a dei mosaici scomposti di idee.

Si crede che con il “scrivere mi rilassa” ci si possa sentire in diritto di buttarsi nel giornalismo o dell’editoria come se fosse la cosa più facile del mondo. Quando scrivere su un diario e scrivere su una testata giornalistica sono due cose completamente diverse. E nonostante tutto,anche scrivere su un diario richiede il minimo sforzo di rilettura se si ha intenzione di capirci qualcosa rileggendolo col passare del tempo. Si crede che avere incamerato idee altrui voglia dire saperle mettere per iscritto in maniera corretta e accattivante. Si crede che le virgole non siano importanti e che i lettori non si soffermino più di tanto sulla vecchia grammatica e che il messaggio (ammesso che ce ne sia uno)passi lo stesso.
Ripeto, non sto scrivendo per esaltarmi o per minimizzare gli altri ma solo perché mi dispiace pensare che si stia perdendo il vero modo di scrivere.

Perché se tutti non possono sentirsi in diritto di iscriversi a medicina dicendo che da piccoli amavano curare le bambole, non ci si può sentire in diritto di ritenersi letterati,giornalisti,scrittori, per le epistole di gran classe mandate a Babbo Natale.

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6 thoughts on “Scrivere non è per tutti.

  1. Ciao, scusa… ma dissento! Sono dell’opinione che i Blog rappresentino l’evoluzione dei vecchi diari e come tali vadano letti. La libertà di espressione è sancita dalla Costituzione e non vedo perché, sempre che non si ledano i diritti altrui, non si possa scrivere ciò che si desidera.
    Se dal canto Tuo manifesti la volontà di voler prendere le distanze da certe modalità di espressione, qualcun’altro sente di poter scrivere aldilà della grammatica e del contenuto. Non stiamo parlando di articoli da prima pagina sul NYT. Si scrive per tanti motivi e sta al lettore decidere se soffermarsi o meno.
    In alto a sinistra c’è un pulsante che permette di non seguire più i Blog il cui stile non condividiamo ed è comprensibile che qualcosa possa non piacerci. Leggere e rileggere le bozze farebbe venir meno la magia del momento e allora si… che si inizia a pensare in grande, con l’intento di fare lo scrittore/scrittrice!
    Buon week end!

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    1. Ciao!Grazie per la tua critica anche se credo che intendiamo la stessa cosa! infatti ho scritto: “Si crede che con il “scrivere mi rilassa” ci si possa sentire in diritto di buttarsi nel giornalismo o nell’editoria”. GIORNALISMO o EDITORIA,non ho assolutamente parlato di scrivere su un blog. Mi riferivo semplicemente al fatto che sì,si può scrivere al di là della grammatica e del contenuto ma non nel momento in cui questo tipo di lettura ha di fronte un pubblico di lettori. E’ ovvio che ognuno è libero di scrivere, e può scrivere qualsiasi cavolata si voglia, ma se DEVE ESSERE PUBBLICATO penso debba essere fatto nella forma corretta perché hai di fronte un pubblico di lettori che non solo può copiare i tuoi errori, ma può finire per non capirci nulla. Nei miei esempi mi riferivo a persone che scrivono con lo scopo di fare lo scrittore/scrittrice, come hai detto tu. A me piace molto leggere chi scrive di getto, e anzi, quando si corregge molto spesso si fanno più errori di prima e lo stile risulta affettato. Quanto ai blog, anche in questo caso non ho assolutamente detto che non si debba aprire un blog se non si sa scrivere, anche perché molti blog non hanno quello scopo. Ma se si scrive con l’intento di voler essere letti,capiti e apprezzati come “scrittori”, credo che un minimo di grammatica alla base debba esserci.
      Buon week-end anche a te! 🙂

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      1. Non è una critica, ma il mio punto di vista. Ho letto e interpretato in quel modo, a quanto pare sbagliando… mea culpa! Comunque, ciò che ho scritto lo penso realmente a prescindere dal contenuto effettivo del tuo post, anche perché spesso leggo commenti critici su chi esterna i propri pensieri su Blog e Social.
        Sono una che crede nel vivi e lascia vivere…
        Scusa se ho mal interpretato, ma dalla lettura ho estrapolato ciò che poi ho scritto.
        Buon week end

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  2. ma figurati 🙂 “critica” non è per forza qualcosa di negativo 🙂 E non devi scusarti, accetto qualsiasi tipo di interpretazione, anzi, sono contenta che tu sia intervenuta così che anche io possa spiegar meglio ciò che ho scritto.
    Un saluto :))

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