Noooo,non chiedermi un titolo, wp.

Chiunque di voi sia mai stato a New York conosce perfettamente la sensazione dello stare col nasino all’insù e non riuscire quasi a vedere la fine dei grattacieli. Enormi, molto più grandi di te, e tu ti senti minuscola,impotente perché più ti avvicini alla struttura e più vedi quanto il grattacielo sia alto,infinito e…oh. Ecco. Ora immaginate quel grattacielo come la montagna di cose da fare, e immaginate me, già di norma un tappetto, di fronte a questa pila di scartoffie. E più mi avvicino e più sono bassa e le cose da fare aumentano ed io come mi sento?Ma è chiaro. Esaurita. Credevo che l’esaurimento fosse sì una parte di me, ma tuttavia credevo di saperlo giostrare. In realtà mi rendo conto che so giostrarlo solo a fine giornata, quando tutti i buoni propositi vengono ad accumularsi proprio come quella montagna di cose da fare e nel letto rimugini:- basta, domani mi alzo alle sette,fino alle tredici lavoro sulla tesi, mangio, niente serie in streaming, solo tesi. Oh. Dieci pagine devo scriverle-
Arriva il mattino. Tu tra le coperte sei a metà tra una scimmia che scalcia tra una liana e l’altra e un mancato lottatore di sumo. Pensi che è presto, che tutta la casa ancora dorme e non è il caso di alzarti. Aspetti un po’. Un po’ sì, quel poco che basta per far muovere le lancette verso le dieci. Come una cavalletta salti dal letto e poco dopo sei davanti alla tazza di caffè, ma tu ancora non lo sai, perché inizi a connettere solo dopo aver fatto colazione e sulla sedia ci sei finita per inerzia. Finalmente connetti. Le dieci e mezza. Anche oggi i tuoi buoni propositi sono affondati insieme al biscotto di pan di stelle su una tazza arancione. Ci provi a riprenderlo col cucchiaino, ma è tutto già sciolto e ti fa un po’ schifo.
Vi chiederete, ma cosa cavolo hai da fare? E vabbè, mi confesso a voi: devo scrivere la tesi. E allora? Allora un corno. Da buona studentessa di lettere avrei dovuto scegliere una bella tesi in letteratura. Verga,per esempio. Sessanta pagine le avrei scritte senza problemi (se vabbè,anche ora non sto connettendo,quindi non credeteci.). Invece sono stata abbastanza demente (o temeraria…non ne sono così sicura)da scegliere una tesi in linguistica. L’argomento l’ho anche scelto io,sapete,mi piace sbagliare fino alla fine con le mie mani. Cosa devo fare?In qualche articolo vi dissi che non vi avrei detto nulla per scaramanzia, ma ormai la sfiga mi ha scovata. Ebbene, analizzo il cosiddetto code-switching, cioè il continuo passare dal dialetto all’italiano (o viceversa) e provo a spiegarne il perché.(non perché abbia fatto la genialata di scegliere una tesi del genere, lì andremmo troppo nel campo della psichiatria). Sto continuamente col registratore a portata di mano e ormai non riesco più a distinguere quando incentivo le persone a parlare perché mi interessa davvero o perché debba trovare qualche nuovo spunto per la tesi. Ora,fino a qualche giorno fa ero convinta,stra convinta e stra felice di aver scritto ben 34 pagine. Invece, da genio del male quale sono, avendo due pagine sullo stesso schermo, non mi ero resa conto di quanto la scrittura 18 fosse ENORME e dopo aver saputo che devo utilizzare la scrittura 12…BAM. Pagina 20. Secondo voi a chi si è ispirato Dostoevskij quando ha chiamato il suo romanzo “L’idiota”? La mia reazione?nulla,davvero nulla che una tragedia di Shakespeare non abbia saputo rappresentare, direbbe Lorelai Gilmore.
E ora niente, sono qui a scrivere dopo aver passato un’intera giornata con le mie registrazioni e i parlanti e il dialetto e blablabla. E ho scritto la bellezza di…quattro pagine. Ma che posso farci? Perchè si sa, ora più cerco di scrivere più la mia mente si sovraffolla di errori. Ok,smetto di annoiarvi e vado a bere una tazza di ottimismo.
Dal pianeta nevrotico è tutto. A voi la linea.

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10 thoughts on “Noooo,non chiedermi un titolo, wp.

    1. Hai ragione,sono stata poco chiara! Registro le persone intorno a me,la mia famiglia,vicini di casa,zii etc. Ovviamente loro non sanno che registro altrimenti si inibiscono. Dopodiché a casa ascolto le registrazioni fatte e cerco i passaggi italiano odia letto e viceversa e li analizzo 🙂 è faticoso ma molto interessante! PS.al momento sto registrando mia madre a telefono hahah

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