Distanza

“La distanza è solamente un clichè”, canta Lorenzo Fragola. Non che sia il nuovo Profeta, ma ho voglia di credergli. Dovete infatti sapere che da un anno e nove mesi, vivo una relazione a distanza. No, non sgranate già gli occhi perché questo è l’aspetto più semplice: andiamo con ordine:

Vivo una relazione a distanza.
Vivo una relazione a distanza e lui è tedesco.
Vivo una relazione a distanza e lui è tedesco e non parla l’italiano. Né io il tedesco. Parliamo in inglese. Ma i genitori (suoi e miei) comunicano solo nella propria lingua. Per motivi più o meno culturali sono andata lì solo due volte.
Per motivi di studio all’inizio della relazione lui è stato cinque in America. Inutile dire gli svantaggi del fuso orario.

E nonostante tutto, la cosa sembra funzionare. Questo,almeno credo,è perché l’unica distanza davvero incolmabile è quella caratteriale: quando due persone non si capiscono, allora sì che non c’è modo di andare avanti. Certo, non posso assolutamente dire che sia una cosa facile da gestire: è terribile potersi vedere solo in determinati giorni e a determinate ore, ancora più terribile è doversi arrendere all’assenza: sapere che il sabato sera non ci sarà lui a venirti a prendere, che la probabilità che ti faccia una sorpresa e si faccia trovare sulle scale dell’università sia altamente rara, che se hai un improvviso bisogno di lui, al massimo ti abbracci il peluche che ti ha regalato. Dall’altro lato, ho provato a vederne gli aspetti positivi, ad esempio mi piace il modo in cui sappiamo godere della quotidianità: ora che sto scrivendo, ad esempio, lui è accanto a me a studiare e ci basta questo per essere felici. Ci basta la vicinanza dell’altro, ci basta cercare un film in streaming (perchè al momento ancora non abbiamo trovato un cinema che trasmetta film in english) e mangiare caramelle gommose, ci va bene anche non uscire il sabato, perché dopotutto non abbiamo motivo per annoiarci. Quando mi dicono “ahhh io ho provato ad avere una relazione a distanza ma…mammamia chi ce la fa” io credo semplicemente che il motivo per il quale la relazione non sia andata avanti sia stato la mancanza di amore e forza di volontà: è la volontà che ti fa alzare alle due di notte per fare Skype mentre lui è dall’altra parete del mondo, è solo l’amore che ti fa resistere quando vorresti sbattere il computer a terra perché la connessione non funziona e lui è un grandissimo pixel. In una relazione a distanza tutto è enormemente amplificato: una discussione che da vicino si risolverebbe in dieci minuti su Skype diventa qualcosa di inimmaginabile: manca il vero contatto visivo, e la stessa percezione del problema è diversa se discussa tramite webcam. Inutile dire che i problemi linguistici sono poi tantissimi: gli ho insegnato parole come “antipatico” e “allegro” perché in inglese non saprei renderle, il “ti amo” lo voglio rigorosamente in italiano perché almeno so che cosa intendo (chi mi dice che gli inglesi intendano la stessa cosa?), gli ho insegnato i gesti che usiamo per dire “buono” “schiaffi” (paccheri in dialetto, se proprio vogliamo dirla tutta)”andiamo” perché non saprei comunicare altrimenti.
E nonostante tutto, funziona. La distanza non mi fa paura e in generale credo che non debba far paura in un rapporto: certo, ci sono tantissimi momenti duri ma in quale relazione non ci sono? Né credo a quelli che mi dicono “se superate questo periodo di distanza è vero amore”, perché dopotutto potrebbe anche essere anomalo lo star bene lontano l’uno dall’altro. Non considero la distanza come un parametro per vedere quanto amore ci sia tra noi: la lascio fuori dalla relazione e cerco di vivere ogni momento, di vicinanza o lontananza, nella maniera migliore.
Intanto, domani mi laureo. E lui è qui.

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5 thoughts on “Distanza

  1. La distanza è brutta e fa paura, la distanza è nemica e, a essa, non ci si abitua e non ci si deve abituare.
    La distanza è solo un momento di transizione, molto lungo e pesante.
    Io vorrei che non esistesse, ma c’è, e solo andando avanti insieme a Lei sono sicuro che, un giorno, scomparirà.

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  2. Sono d’accordo con te. La distanza è solo uno degli elementi. Magari qualche difficoltà la crea, mica dico di no, se poi ci sono anche difficoltà linguistiche… ma l’amore (e forse una relazione persino di più) è fatto di tante componenti, tante sfumature, ridurlo a “a distanza sì / a distanza no” sarebbe già sminuirlo, fin da subito. Ci si fanno i conti e poi si vede.
    Un saluto
    Alexandra

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  3. Ormai il momento è passato e allora congratulazioni per la tua laurea! : )
    E grazie per questo post, le tue parole mi hanno fatto compagnia oggi che la distanza torna a far male, mi hanno fatto sorridere e mi hanno dato la conferma di quanto la lontananza sia difficile e logorante, ma di quanto l’amore sia potente. E so bene che vuol dire, dopo anni che vivo tutto questo ; ) Buona fortuna per tutto!

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  4. Che bello aver scoperto il tuo blog grazie al tag che hai creato, complimenti, amo il tuo modo di scrivere e ti seguirò con piacere…per ora continuo a sbirciare tra i tuoi post 🙂
    Fiorenza

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