Avrei voluto…

Avrei voluto scrivere qualcosa sugli attentati di Parigi. Avrei voluto parlarvi del fatto che una mia carissima amica era vicino al Bataclan e che è sopravvissuta a giorni di terrore allo stato puro. Avrei voluto dirvi della mia trepidazione che ho già da ora nel pensare che l’abbraccerò domani. Avrei voluto scrivere il tredici novembre notte, quando non riuscivo a dormire e mi giravo e rigiravo nel letto pensando alla sofferenza che si viveva in quelle ore, alla paura di essere così vicini alla morte, a chi la morte l’ha vista davvero. Avrei voluto scrivere che la pace nel mondo non può essere solo un ideale detto per parodia dalle Miss Italia, ma un concetto su cui dovremmo seriamente pensarci. Invece non ho scritto nulla. Come un lutto che non sono ancora riuscita a rielaborare, anche stasera taccio. Forse perché non ci sono ancora parole per esprimere la mia sensazione di estrema impotenza di fronte a questi avvenimenti, forse perché io NON SO davvero cosa dire e cosa fare in questi momenti. So con certezza che se fossi capo del governo io non saprei assolutamente cosa fare. Oggi ho cercato una risposta nel discorso che ha fatto Hollande, ma ne sono rimasta delusa. Il presidente della repubblica francese ha fatto un discorso spietato e probabilmente non avrebbe potuto fare altrimenti visto che nel giro di meno di un anno Parigi è stata attaccata due volte. Ha detto che la Francia è in guerra, che il terrorismo deve essere abbattuto. Sì, ma con la violenza, e non so se questa sia la risposta giusta. Non so neanche se la tregua o il silenzio o il compromesso siano la risposta giusta, perché il terrorismo, il fanatismo, i rapporti tra nazioni, il giro di affari che c’è dietro sono cose che non riuscirò mai a capire fino in fondo. So solo che ancora una volta la morte si è presentata ingiustamente,rapida, crudele, atroce. So che per quanto ora le nostre vite debbano andare avanti, altre sono state irrimediabilmente spezzate. Mi sento egoista nel gioire pensando che sono viva, che non ero lì. Mi sento egoista nel sentirmi così attaccata alla vita mentre moltissimi giovani sono morti, così, in una qualsiasi serata.

La verità è che non pensiamo mai che potrebbe succedere a noi, che anche noi possiamo andare a un ristorante e non tornarne più. Non lo pensiamo e non vogliamo neanche pensarci perché altrimenti avremmo troppa paura di vivere. Eppure forse dovremmo farlo. Forse dovremmo chiederci senza leggerezza cosa fare. Dovremmo forse prendere atto del fatto che in questo momento nessun luogo è sicuro, che stiamo effettivamente vivendo una guerra in cui ancora non mi è chiaro chi attacca chi e perché, dovremmo realizzare che non possiamo essere in all’erta ora e abbassare la guardia nei mesi successivi. E non so se a questo si debba rispondere con la pace, con la violenza, col compromesso. Ma bisogna rispondere. Affinché Parigi, ma anche la Turchia, la Palestina, e ogni nazione che vive ogni giorno col terrore negli occhi, possa finalmente tornare a vivere la propria libertà

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3 thoughts on “Avrei voluto…

  1. io ho fstto come te e adesso quei fiorellini appoggiati lì…i discorsi…la Marsigliese e le marce…mi danno quasi fastidio…tra poco dimenticheremo di nuovo e tutto si ripeterà…non si puo’ non fare nulla di pratico sperando solo che non succeda da noi…certi atti ovunque essi si svolgano hanno bisogno di essere fermati subito e alla radice e apportare cambiamenti drastici…adesso…

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