Dicembre.

Devo essere andata in letargo, mi avranno dato qualcosa di molto forte. Qualcuno ha mal interpretato la canzone dei Green day e sono stata svegliata direttamente when November ends. No perché altrimenti non si spiegherebbe il fatto che siamo a Dicembre e io neanche me ne sono accorta: ho passato Novembre a progettare cosa fare durante Novembre…ed è passato e i miei progetti sono rimasti più o meno aleatori. Ma ammetto che al momento non me ne può fregar di meno! E’ arrivato dicembre e già sento l’adrenalina scorrere nelle mie vene. Già i miei occhi si sono riempiti di luci natalizie, decorazioni, idee regalo che frullano nella mia testa e si depositano sugli scaffali dei supermercati, già strapieni di addobbi. Schermata-2013-12-16-alle-21.19.20 Perché in realtà la vera magia nel Natale è un tutt’uno con questo mese ed inizia già da ora: dal desiderio di indossare guanti, sciarpa e cappello e di passeggiare per le strade affollate che brulicano di luci e di negozi nelle cui vetrine batuffoli di ovatta si depositano a terra a mo’ di neve. Adoro questa atmosfera in cui mi viene un’insensata voglia di rendere la mia casetta in un perfetto clima natalizio: candele profumate, tovaglioli con le renne, bicchieri rossi, stelle natalizie. Adoro il freddo pungente che mi fa desiderare il calore di cioccolate calde e abbracci,
non i biscotti.
Mi piace pensare che questo sia l’ultimo mese dell’anno, quello in cui passi in rassegna tutti gli avvenimenti dei mesi precedenti e un po’ ti lamenti, un po’ impari a non lamentarti, perché sarebbe potuto andare meglio sì, ma anche peggio. Mi piace andare dai vicini di casa e iniziare a progettare i pranzoni di Natale e pure quelli di Capodanno, quelli infiniti che iniziano all’una e finiscono alle cinque. Quelli in cui si gioca a tambola e c’è il solito simpaticone di turno che grida “ambo” al primo estratto e chi il primo gennaio dirà “ricordo l’anno scorso come se fosse ieri” ah.ah. Quelli in cui l’odore di sigaretta si mescola a quello dei mandarini e dei roccocò. Quelli in cui la casa è in subbuglio, le voci sono indistinte, i divani diventano depositi di cappotti, il camino inizia ad accendersi dalla mattina e i fornelli pure. Mi piace che ci sia la solita indecisione per cosa fare a Capodanno, perché l’anno prima si è sempre rimasti mezzi insoddisfatti e si vuole che quest’anno vada meglio. Mi piace persino accendere la televisione, perché iniziano a ondate ad essere trasmessi il Grinch e quei film confortevolmente romantici sulla magia del Natale.

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Questo Dicembre sarà per me un po’ speciale, perché il mese prossimo starò già riempendo la valigia per partire per cinque mesi e insomma…non è roba da poco. Per cui non mi resta che godermi al massimo, davvero al massimo ogni singolo giorno fino al trentuno, quando allo scoccare della mezzanotte abbracci indistinti mi faranno sentire davvero a casa, prima di lasciarla. Quegli abbracci che non parlano, ma che in silenzio ti dicono: “E’ questo il vero regalo: che siamo ancora qui, insieme”.

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