Che fare?

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Ogni volta che mi è stato dato un consiglio, ho chiaramente fatto il contrario. Ogni volta che non mi è stato dato, ne sono andata disperatamente alla ricerca. Un appiglio, una parola di conforto, un confronto, un aiuto. Che fare?

Me lo sono chiesta molto spesso, quest’anno. Dopo la laurea, che fare? Dopo l’erasmus, che fare? Questa mattina, che fare? Mi sono ritrovata davanti ai libri, anche se non ci capivo più nulla. Stanca. Psicologicamente, si intende.

Non per l’esame, non per la letteratura che è sempre stato il mio sfogo, stanca della mia mente che continua a camminare.

Stanca del sobbalzare della mia anima a qualsiasi scontro ci sia con il mondo.
Stanca di essere forte.
Stanca anche di essere debole, perché poi per rialzarmi devo essere forte.
Stanca di chiedermi il come, il quando e il dove agire.
Dei sorrisi finti, miei e degli altri.

Ho sperato nella pioggia purificatrice, nell’arcobaleno che ha squarciato il cielo. E ci spero ancora, perché amo troppo la vita per volerne vedere solo i lati negativi, i miei fallimenti, i miei errori.

Ho chiuso i libri, ho rimandato l’esame dicendomi che non è poi un errore, non è una cosa così grave, se non fosse che ho avuto tutto il tempo di prepararlo ma anche allora ero troppo stanca, demotivata. Molte persone non si rendono conto di quanto ogni piccolo apparentemente insignificante evento possa scatenare un terremoto dentro di noi.
Le mie amiche mi hanno concesso di crollare, consapevoli che l’esame sia solo il pretesto, il mio modo di dire che basta, la mia mente è stanca. Mi hanno detto di fissarmi un piccolo obiettivo, una di quelle cose che non può sfuggire al mio controllo.

Ricomincio da qui, allora. Dalla scrittura, come sempre. Dallo spogliare la mia camera dallo strato di polvere, dall’aprire le fnestre e far entrare la luce, dall’aggiornare la lista dei miei 50 libri da leggere quest’anno.
Dal prepararmi per il ritorno di papà dall’ospedale, ché in questi giorni ho sentito per la prima volta in tutta la mia vita la presenza di Dio, o di un angelo custode, ed io so chi è.

La vita, per un attimo, mi è sembrata meno amara.
Roberta.

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9 thoughts on “Che fare?

  1. Mi ritrovo molto nelle tue parole, le leggo e sento addosso il peso dei mesi passati. I consigli non ascoltati, quelli cercati nei momenti di silenzio, la stanchezza fisica da contorno ad una stanchezza mentale ed emotiva ancora più grande. Ma alla fine, anche quando ti lasci andare, anche quando senti che non c’è più niente o nessuno che possa tirarti su, un appiglio lo devi (e per i più forti, come te, come me, come noi lo vuoi) trovare. Io sono ripartita da me. Con difficoltà con le quali mi incontro e scontro ogni santo giorno, ma percorrendo l’unica strada possibile per la serenità. E allora in bocca al lupo per un autunno che sia tuo, e tuo soltanto!
    Un abbraccio grande
    LuluCuomo

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    1. wow, ti ringrazio infinitamente per questo commento 🙂 Hai ragione, e in ogni caso cercare un appiglio è comunque l’unica scelta possibile. Sto cercando anch’io di ripartire da me, di riprendere in mano la mia vita: è la cosa più giusta da fare.
      Crepi il lupo!! Ti auguro tantissima grinta per riprenderti la tua serenità.
      Ricambio l’abbraccio ❤

      Mi piace

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