“Cosa sarebbe successo se…”writing challenge11

Ormai mi piace troppo scrivere di sera, anche ora, di sabato. Dopotutto è da un bel po’ che non esco il sabato, se poi si aggiunge la combinazione esame + raffreddore + aersol, direi che stare a casa è la conseguenza naturale. Oggi avrei dovuto studiare, in effetti, ma sono stata presa da un’incredibile pigrizia. Sapevo già che spostarmi l’esame non sarebbe stato un bene, perché arrivo al punto di avere a NAUSEA gli argomenti e quindi chi ha voglia più di ripetere? Ma ciancio alle bande, per il writing challenge di oggi devo scrivere qualcosa per cui ho sempre pensato “cosa sarebbe successo se…”. Devo ammettere che io ho avuto, fino a non molto tempo fa, un brutto rapporto con i “cosa sarebbe successo se…”, nel senso che ho avuto un grande rimorso per un’occasione/lovestory che forse non seppi coltivare, cogliere. Un rimorso, appunto. Ma poi mi sono resa conto che no, non ho più da chiedermi “cosa sarebbe successo se…” perché tornando indietro io avrei rifatto gli stessi errori, perché ero una persona diversa da ciò che sono ora. E questo credo sia il mio antidoto contro i laceranti “cosa sarebbe successo se…” perché non sarebbe successo e basta.

Mi chiedo spesso “cosa sarebbe successo se avessi fatto il classico e non lo scientifico”. Non ne ho la minima idea, magari avrei letto più libri, magari ora ricorderei qualche battuta greca e capirei le pagine facebook su “sei del classico se…” ma non solo non posso darmi davvero una risposta a questo, ma è del tutto insensato, perché a tredici anni io avrei ascoltato il consiglio dei miei genitori, non mi sarei comunque imposta per andare allo scientifico e dunque va bene così. Purtroppo o per fortuna sono abbastanza fatalista e credo che tutto accada per una ragione: se non avessi fatto lo scientifico non mi sarei formata come sono ora, non avrei incontrato Kate, non avrei passato gli anni più spensierati della mia vita perché sono state determinati dalle persone conosciute lì. O forse il destino avrebbe trovato altre strade e avrei incontrato comunque quelle persone, ma non riesco a immaginarmi in una strada diversa da quella percorsa. Mi sono iscritta a lettere nonostante non abbia fatto il classico o forse proprio per quello. Credo che ogni momento della mia vita sia stato necessario con tutti gli errori e ripensamenti. Credo che il “cosa sarebbe successo se…”sia un buon momento per fare inutili speculazioni e nulla di più. E’ una cosa che ho realizzato davvero da pochissimo, forse a maggio, quando in treno con Lydia parlai proprio di questo, di alcuni rimorsi che entrambe avevamo, del fatto che “forse tornando indietro…chissà cosa sarebbe successo se fossi stata più sicura…chissà cosa sarebbe successo se a quel ragazzo avessi detto sì, chissà cosa sarebbe successo se fossi stata più audace, coraggiosa, se avessi osato”. Nulla. Credo non sarebbe successo nulla perché il destino trova sempre la sua strada. E pur ammettendo che non si tratti di destino ma di scelte, non mi sarei comportata in maniera diversa in nessuna occasione. Quella ero io nel bene e nel male e pensare ad “se” alternativo significherebbe che avrei dovuto compiere altre scelte, prendere altre decisioni che se non ho preso all’epoca ne avevo le mie ragioni. Sentivo di agire così e così ho agito.

Il discorso si fa complicato, me ne rendo conto, ma spero siate riusciti a seguirmi. Dunque non so esattamente parlare di un episodio di cui mi chiedo “cosa sarebbe successo se” perché ho risolto e seppellito (prima che il rimorso potesse divorarmi) trovando la mia pace mentale, qualsiasi “cosa sarebbe successo se”.

Voi come ve la cavate con questi interrogativi e dubbi?

A domani per un altro challenge! ❤

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7 thoughts on ““Cosa sarebbe successo se…”writing challenge11

  1. Io me lo chiedo praticamente sempre, e il mio più grande “Cosa sarebbe successo se” riguarda la scelta della scuola superiore: benché io l’abbia finita da quasi due anni, continuo ancora a chiedermelo. Aiuto ahahahah 😛

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  2. Provavo anche io la tua stessa sensazione, non avevo più alcuna voglia di tirar fuori appunti e schemi. Orribile cosa quando rimandano gli esami!!!

    Approvo molto la tua risposta al writing challenge. Brava! È del tutto inutile chiederselo perciò dovremmo seguire il tuo esempio 🙂

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