5benedizioni della mia vita #writing challenge12

Tra venti minuti scatta la mezzanotte, dunque devo affrettarmi a scrivere questo challenge! Devo scrivere di 5 benedizioni della mia vita:

La mia famiglia, prima di tutto. La forza che mi dà ogni giorno mia madre, la stabilità emotiva che mi garantisce mio padre, la luce in fondo al tunnel che mi fa sempre vedere mio fratello. Non sono parte della mia vita, sono parte di me stessa, di quello che sono. Determinano il mio carattere, il mio comportamento. Sono ciò di cui ho bisogno in qualsiasi momento della mia vita e che trovo sempre vicino a me. Con loro ho scoperto cosa voglia dire amare “più di se stessi”.

L’amicizia. Quella di due persone soprattutto, che mi sono constantemente al fianco e che se anche non presenti fisicamente ci sono e basta. Quelle a cui affido i miei pensieri e lascio che li interpretino, brucino, conservino. Amiche vere, semplicemente questo.

L’università. Perché mi permette di essere meno stupida, più acculturata, più preparata. Perché mi dà gli strumenti giusti per poter almeno riconoscere ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Perché forgia la mia personalità ogni giorno, perché ciò che studio e leggo diventano parte di chi sono. Perché mi ha permesso di conoscere persone con i miei stessi interessi e non mi ha fatto sentire incompresa. Perché ho trovato persone migliori di me che hanno potuto solo insegnarmi tanto e darmi tanto. Ma soprattutto perché mi porta ad essere sempre curiosa, a voler conoscere, migliorare

La scrittura. Perché è la mia estensione e non posso immaginare cosa sarei se non avessi la “benedizione” di aver riconosciuto in un foglio e una penna un modo per trasformare bile in inchiostro, malinconia in serenità, irrazionalità in equilibrio. Perchè non ricordo momento della mia vita in cui non abbia scritto e non so come le persone riescano a non esprimersi attraverso una qualsiasi forma d’arte.

La salute. Ultima ma non meno importante, ho avuto la benedizione di essere nata sana. Molte persone al mondo non hanno la mia stessa fortuna. Io posso camminare, parlare, respirare, ascoltare in maniera normale e tutto questo si dà molto spesso per scontato ma credo sia il più grande dono che abbia mai potuto ricevere. Non ho nessun impedimento alla mia persona. C’è chi non ha mani, non ha gambe e deve industrarsi per poter vivere una vita “normale”, deve vivere sentendosi “diverso” o “speciale”. Dio mi ha spianato la strada: mi ha concesso una vita da poter vivere al meglio (con l’altra grande benedizione della famiglia sana), non mi ha dato dolori fisici da dover sopportare e mi sento così fortunata per questo!

E’ mezzanotte. La carrozza si sta trasformando in zucca.

Questo challenge è stato proprio una bella botta di positività! A domani!

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