Qualcosa che mi manca #writingchallenge16

Okay, okay, mi preme molto scrivere questo articolo per due motivi: il primo perchè posso sfogare, il secondo perché stasera DEVO vedere Una mamma per amica. Per il writing challenge di oggi devo scrivere di qualcosa che mi manca. Chi segue questo blog da gennaio, saprà che da gennaio a giugno scorso ho vissuto l’esperienza più intensa della mia vita: l’erasmus. Sono stata cioè a studiare sei mesi in Inghilterra, in una piccola città a 30 minuti da Londra, Reading. La mia vita lì mi manca enormemente. Mi manca innanzitutto la mia libertà di poter andare ovunque a piedi. Vivevo nel campus, dunque ero a 10 minuti a piedi dagli edifici in cui facevo lezione. Visto che durante il mio soggiorno non ho pubblicato tante foto, ve ne lascio alcune. Questa era un appartamento vicinissimo al mio 🙂

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Questo era il mio adorato stagno, diciamo pure che era la mia vista casa. Ci sono state per mesi delle oche canadesi che puntualmente trovavo fuori casa. A destra, dove sta quel cancello blu, ci sono lavatrici e asciugatrici.

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Questo è il campus. In quell’edificio marrone a sinistra facevo lezione di linguistica, quell’edificio bianco è una caffetteria che AMAVO e amavo persino studiarci, in quello a destra ci sono uffici e roba varia. Mi manca da morire tutto quel verde, lo spazio sterminato dove poter tranquillamente passeggiare per ore tra oche e scoiattoli (e giuro di aver visto una volpe!)

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Ah, quasi dimenticavo il giardino botanico (sempre all’interno dell’università)

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Inutile dire che mi manca l’accento inglese, i miei amici, conoscere sempre nuove persone e il tutto in un’atmosfera così gioiosa e rilassata. Mi manca persino il mio supermercato di fiducia di soli indiani, mi manca la biblioteca di cinque piani, la pioggerellina sottile. Qui non è la stessa cosa. Certo, lì mi mancava la mia famiglia e sono stata contenta di essere tornata, ma non posso fare a meno di fare continui paragoni con Reading e vedere quanto abbia perso. C’era qualcosa di magico in quella piccola città, tutti sembravano felici di essere dov’erano: non ho mai trovato una persona poco cordiale in caffetteria o libreria o in qualsiasi altro negozio. Per non parlare dell’efficienza degli autobus, treni, dell’università stessa. Ok, il cibo era non proprio il massimo, la cultura inglese è molto diversa dalla mia e non sempre ne ho condiviso tutti gli aspetti, ma niente mi ha impedito di amare quei cinque mesi lì. E’ strano pensare che il mio posto nel mondo lo abbia trovato in un’università, che alla fine degli esami io per prima cosa sia andata in biblioteca a sdraiarmi su una poltrona e leggere. Ma è semplicemente questo: che lì ero agevolata in tutto. Nulla era “arrangiato” ma tutto in ordine: poltrone in biblioteca, professori SEMPRE disponibili e MAI MAI arroganti. Sempre pronti per motivarti, MAI per abbatterti, bus che se perdi uno prendi il prossimo, lavoro che se vuoi basta andare in campus, libri che se vuoi prendere in prestito non devi chiedere una costola al papa (come qui da me!). La pace. E niente, non voglio fare la lamentosa della situazione. Ho qui la mia famiglia ed è fondamentale per me. Certo…se poi avessi loro lì…chissà.

A domani 🙂

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2 thoughts on “Qualcosa che mi manca #writingchallenge16

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