Lettera a chiunque #writingchallenge22

A chi non parla mai
a se stesso.

Cara Roberta,
come stai? E’ da un po’ che volevo chiedertelo ma passo la maggior parte delle giornate ad evitare qualsiasi domanda che implichi me stessa. So che non ti fa piacere essere chiesta come stai, perché è una di quelle domande che quando vengono fatte ti fanno attraversare la tua vita alla velocità della luce, la stessa che impieghi a rispondere “tutto bene, a te?”, senza esserti fermata troppo sopra. Ora, però, ci tengo a sapere la risposta. Come stai? Ti vedo ogni mattina allo specchio. Ti guardi veramente tanto, ultimamente, cerchi sul tuo viso qualche impercettibile cambiamento, magari una ruga, un neo sul mento, qualche segno dei tuoi cambiamenti in questi mesi. Ti vedo far prove con i capelli: li raccogli in una coda, poi li lasci ricadere sulle spalle, poi ne raccogli una ciocca, sempre alla ricerca di qualcosa in te diverso da te. Poi li sciogli di nuovo e pensi che tu non stia così male, poi. Indossi anche più spesso gli occhiali, ci tieni così tanto a vedere meglio la tua realtà, a definire i contorni della tua vita che proprio non ti sta più bene una strada sfuocata. Vuoi sicurezza, Roberta, è questo ciò che noto in te. Una realtà dai contorni chiari e una te allo specchio che vada bene. Vorresti una qualche sicurezza dopo la laurea, quando passi ore sui libri di letteratura, vorresti la sicurezza di non lasciare la tua famiglia e quella di essere abbastanza per il tuo futuro. Vorresti anche essere abbastanza per il presente, per le persone nuove che stai conoscendo e con i quali ti senti sempre un po’ a disagio. L’altra sera ti sei morsa il labbro tutta la serata e lo fai solo quando sei estremamente insicura di te. Allora ti ci sarebbe voluto uno specchio per mostrarti che non eri tu quella sbagliata, ma forse loro non sono proprio il gruppo che fa per te. Succede anche questo. Ma è proprio con gli occhiali, quando non sono appannati, che io posso vederti più definita allo specchio. Forse non sai ancora cosa e chi vuoi essere, ma sai sicuramente ciò che non vuoi essere, non è vero? Non vuoi essere una persona qualunque, non vuoi essere frustrata e non vuoi essere infelice. E ti sembra poco sapere queste cose? Ti ho vista quest’estate, Roberta, completamente persa. Ti ho visto spaesata in una vita che non sentivi più tua, in una personalità che non sentivi più tua, al punto che non ti ho vista più. E ancora una volta ti sei ritrovata in carta e inchiostro e la tua salvezza è stata la scrittura, i tuoi amici, quelli veri, la tua famiglia, che Dio li benedica. Loro hanno trasformato la bile nera e la melanconia in risate fragorose, ti hanno sollevata da terra e presa per mano, come dicevano i Foo Fighters, no? “Sto imparando di nuovo a camminare”. E tu stai riprendendo a correre, non a camminare. A volte ti vedo ancora impacciata: ci sono ansie che non hai ancora superato, paure che sono ancora tali e che non riesci ad esorcizzare ma ti vedo pian piano fare minuscoli passetti in avanti. Ti vedo racimolare forze ovunque e so che ce la puoi fare, Roberta, a essere forte di nuovo. Lo stai facendo già, a dire il vero, e mi piace questa cosa che ti guardi allo specchio e che hai consapevolezza di te. Mi piace che ti prendi del tempo per te, come questo per scriverti una lettera, mi piace la tua vita, gli obiettivi che ti stai ponendo. Mi piace che tu ora sia in piena libertà di fare praticamente ciò che vuoi. Devi solo limitare un po’ le tue paranoie, il tuo pensare a questo e quello e angosciarti qua e là, ingigantire paure…ma che è? Ma perché ti crei problemi dove non ce ne sono? A volte sei veramente una fifona, e a volte così forte che ti sorprendi da sola. Non provare ad essere altro da te stessa. A te ha fatto sempre schifo chi non sbaglia mai, chi pianifica una vite intera, chi non si emoziona, chi non ammette errori. A te ha sempre fatto schifo la perfezione perché non è umana. E tu lo sei. E va bene così. Vai bene così. Anche ‘sti errori e ‘ste paranoie, non va vissuto con angoscia il non saperle superare eccccetera eccccetera e basta su.
Ti lascio questa lettera qui, in questo spazio da te creato. Rileggila ogni tanto. Fa bene guardarsi indietro, ma ancor di più guardare avanti. E allo specchio…hai accennato un sorriso, o sbaglio?

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