Il cassetto delle cose importanti

E’ raro che io sia soddisfatta della sistemazione della mia cameretta. Rosa e bianca, sempre in disordine,  con tanti oggetti carini qui e lì ma a cui cambio spesso il loro posto. Ieri, mentre mettevo a posto dei libri, mi è salita la smania di cambiarle aspetto. In pochi minuti avevo svuotato due vetrinette, questo qui, l’altro lì, la tazza vicino ai libri, i libri tra due scaffali. Poi si sa come vanno a finire queste cose: ho iniziato ad aprire tutti i cassetti e lì, lì mi sono dovuta fermare per un attimo. Ho un cassetto accanto alla scrivania che chiamo “il cassetto delle cose importanti”. Ero solita chiuderlo a chiave per metterci i miei diari segreti in cui mio fratello ficcava immancabilmente il naso. Poi ci ho aggiunto cose che, temendo di perdere, lì sapevo non avrei perso: una lettera che scrissi a mia madre e la sua risposta, un’altra che mi ha scritto mio fratello, foto della mia migliore amica. Sotto una coltre di fogli, ho trovato un quaderno in cui non ricordavo ci avessi mai scritto. Mi è bastato una sfogliata rapida per vedere che c’erano una serie di lettere in brutta che avevo scritto a chi un anno fa credevo importante nella mia vita. E da lì ho scovato altre cose: nostre foto in cui c’è una Roberta che stento a riconoscere, se non fosse per un sorriso un po’ forzato che ho sempre nelle foto in cui sono in imbarazzo, una carta regalo che avevo usato per un suo regalo, due buste da lettera col suo indirizzo scritto in brutta. Stavo per riporre il tutto di nuovo nel cassetto, quando mi sono resa conto che in quel modo il  cassetto, e anche la mia stanza, non avrebbe cambiato aspetto se avessi lasciato tutto come prima. Ho preso quei fogli, quelle lettere di brutta, quella carta regalo, le ho strappate con un’incredibile lucidità e soffocate nel cestino come quando si soffocano dei fiori secchi che non sono più in grado di restituirci l’odore di sempre. Mi sono sentita improvvisamente liberata di un peso, come se la mia camera avesse guadagnato chissà quanto spazio, come se quel cassetto avesse potuto ora custodire chissà quante altre nuove cose importanti. Quest’altro pensiero poi, mi è affiorato mentre riordinavo i diari segreti e le foto che ho voluto conservare. Ci vuole così poco per non essere più importanti. Se solo provassimo a vedere la nostra vita dall’alto e i nostri eventi come qualcosa parte di un progetto più grande forse riusciremmo a focalizzarci molto meno su cose che, tutto sommato, non importano più di tanto. Quando soffriamo, non riusciamo a vedere altro che la nostra sofferenza di quel momento. Non riusciamo a guardare avanti e siamo troppo egocentrici per poterci sentire parte di un tutto. Stiamo lì, più o meno bloccati senza pensare ad andare avanti perché, diceva Freddie Mercury “nothing really matters”, nulla davvero importa. Quelle parole incastrate nelle lettere e che solo un anno fa avevano un tale valore da essere custodite gelosamente in un cassetto chiuso a chiave, adesso sono state fatte a pezzi e gettate nella spazzatura dalla stessa mano che le aveva scritte. E non mi sono accontentata del cambiargli posto o di lasciarle di nuovo lì: ho sentito il bisogno di liberarmene del tutto. Forse è questo il segreto del cambiamento: non tanto cambiare la disposizione delle cose: resteranno sempre nel nostro campo visivo in un modo o nell’altro. No, sta davvero nel liberarsi di esse. Strapparle, buttarle. E’ per questo che sono sempre stata contraria a restare amici con gli ex o a riprovare a sanare rapporti frantumati da anni: quelle cose più o meno importanti torneranno sempre a farci visita, la pagina torneremo a leggerla se l’abbiamo solo voltata e non strappata. Certo, non è facile e ci sono cose che richiedono più tempo per poter essere strappate e sopratutto ci vuole tempo per realizzare che ciò che prima era insostituibile non lo è poi così tanto. Nessuno lo è. E per quanto questo mi porterebbe a infinite considerazioni che prima o poi scriverò qui, è piacevole notare che anche questo non riesce ad interessarmi davvero più.

Carry on, carry on,
‘cause nothing really matters.

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2 thoughts on “Il cassetto delle cose importanti

  1. Se ti senti tu, puoi fare ciò che vuoi, la cosa importante è che in quel cassetto ci stia ciò che desideri… il mio è sempre stracolmo perché non butto mai via niente, ci sono cassetti pieni di fogli scritti a metà e mai finiti, dediche mai consegnate, disegni mai mostrati in giro, e poi i miei quadernini che spesso inizio ma non concludo mai, anzi quasi non supero la metà… insomma, un caos 😅

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