Amici con gli ex. Sì o No?

È il dilemma che si sono poste intere generazioni. Quello che ha fatto cantare a Venditti uno speranzoso “certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano” (MA AMICI MAI, aggiunge il cantante), e su cui si sono scritti articoli, manuali, eccetera eccetera. Per quanto la questione possa variare da relazione a relazione, sembra esistere almeno una costante in ognuno dei rapporti amico-ex. Si tratta, generalmente, di relazioni-ombra, che non peggiorano e non migliorano e che ti lasciano nel limbo, a metà tra il “ora gli scrivo” “ora non gli scrivo” “no ma ‘sti cazzi” “no ma tanto ci siamo lasciati” eeee macarena.

Quando ci si lascia non è mai facile. Gli occhi sono annebbiati dalle lacrime, un magone ci stringe la gola, sulla tastiera del nostro portatile siamo già pronte a digitare “Come adottare gatti” eccetera eccetera. Così, nella maggior parte dei casi, ci si promette di, o si avanza la bizzarra idea di, restare amici. Non che ce ne freghi davvero un ca, ma non riusciamo ad ammettere a noi stessi che all’indomani del “allora è finita”, ci tocca iniziare una vita senza di lui/lei. Così, l’idea che la rottura sia un arrivederci e non un addio ci aiuta, chissà perché, a stare meglio. Almeno nelle prime ore di agonia. Dopodiché: CAZZATE. Al di là del fatto che si attraversa quel periodo di nostalgia nostalgia canaglia, cominciano a nascere una serie di intoppi, degli strani fastidi tipo etichetta di Zara che per quanto minuscola pizzica e prude e che per chissà quale ragione non tagliamo, nonostante ci sia un bel disegnino con forbicine e linea tratteggiata.  Tentiamo, dunque, di giustificare il nostro attimo di follia, il raptus che abbiamo avuto mentre pronunciavamo quel “restiamo amici” e che altro non è che una serie infinita di bugie che abbiamo raccontato a noi stessi, illusi di poter avere pacificamente una relazione di amicizia col l’ex. Provo a riportarle:

  1. Prima bugia che raccontiamo a noi stessi: Non abbiamo funzionato come coppia, possiamo funzionare come amici. Ora. Amici de che? Di certo non è a lui che vai a raccontare le tue paturnie, e qualsiasi argomento cerchi di proporre è come trovarsi in un campo minato: un passo falso e fai esplodere una bomba. Tu magari dici bho, che sei incazzata perché lavori troppo e lui potrebbe ricordarti di quella volta quando avete avuto proprio la discussione per quella cosa, o magari può non ricordarti nulla ma entrambi già avete intuito che state cercando di evitare l’argomento, per cui la si butta sul neutro tipo “hey come va tutto bene sisi a te?” che non aggiunge e non toglie nulla alla relazione e che puoi avere con un tizio che incontri per caso su un treno, non con il tuo ex/nuovo amico. Insomma, avete condiviso troppo insieme per poterla buttare sul neutro. E soprattuto, che amicizia può essere una in cui non ti sfoghi come si deve? Di certo non gli riveli i tuoi flirt, di certo non gli riveli quando stai scazzata…e allora?
  2. Seconda bugia: visto che non possiamo dirci tutto, a me basta sapere che tu stia bene. CAZZATE. Perché poi lo vedi che sta bene. Lo vedi su facebook. E poi su Instagram. E poi vedi la nuova foto di Whatsapp. Vedi che lui/lei sta effettivamente bene, ma tu probabilmente ci starai un po’ meno bene. Perché torna, inevitabilmente, quella presa di coscienza di essere sostituibile, che non è proprio il massimo delle conferme che vorresti avere dalla vita.
  3. Terza bugia: tanto l’importante è che ora non siamo più vincolati l’uno all’altro. Ma cosa significa esattamente essere vincolati l’uno all’altro? Significa che ci sentiamo liberi di flirtare, non rispondere subito ai suoi messaggi su whatsapp e lasciare che le spunte blu causino una nuova guerra mondiale? Col cavolo. Perché inevitabilmente, con ‘sto fiatone suo sul collo ci sentiremo quasi in dovere di rispondere per mostrargli come ancora ci teniamo a una conversazione civile, mentre per il flirtare, pare che stiamo sempre lì a fare paragoni, perché non esserci completamente liberati della sua presenza è un po’ come quando ci teniamo addosso un piumone che non ci riscalda più, dal quale ogni tanto cacciamo un braccio, la testolina per respirare, ma che ci resta appiccicato addosso (vedi alla voce: palla al piede).
  4. Quarta, ultima, la più dannosa bugia: vabbè ma sui social almeno lo posso tenere. Sì, teniamoci pure i social, quei maledetti social che sono il male peggiore di qualsiasi relazione finita. Quelli che ci aggiornano sulla sua vita, sulle sue nuove relazioni (e alzi la mano chi non abbia detto che la sua nuova ragazza sia un cesso a pedali e che poi frequenta il bar con cui non andava mai con noi ahcchestronzo), ma ATTENZIONE. Resta, quella mostrata dai social una realtà in ogni caso filtrata, che più che ricordarti i motivi per cui vi siete lasciati, ti ricorda al massimo quelli per cui siete stati insieme, perché col cavolo che ti mostra i litigi e tutte le cose che tu non sopportavi. Anzi, lui ora appare più felice, lei pure e tu resti come un’allocca che forse ha sbagliato tutto. Ma non cascateci, compagne. Voi potete spezzare la catena di queste false realtà. Eliminate, cancellate, cancellate, cancellate. Non lasciatevi divorare da quegli “accadde oggi” di una quarantina d’anni prima, non lasciate che le vostre cartelle si riempiano di screenshots da mandare alle vostre amiche per commentare la nuova vita di lui o quella che non avete avuto con lui o quella che avreste voluto avere con lui. Il passato, se si chiama così avrà pure le sue ragioni. E’ passato. E tale deve rimanere: non può tornare nel presente e se lo fa, non siate voi a farlo. Non meritiamo questo. Non meritiamo di continuare a guardare all’indietro, di avere strascichi ovunque di relazioni che, se sono finite, pure avranno i loro motivi. E non serve che ci raccontiamo quanto sia utile o ci vada bene restare amici. Non sarà mai amicizia e non potrà essere di nuovo amore (io, non ho ancora visto casi del genere, voi fatemi sapere). E’ una delle cose più terrificanti da ammettere, ma noi stesse non andiamo perse di vista: la nostra felicità e il nostro presente e futuro, non il passato. La vita è davvero troppo breve per poter vivere di rapporti tiepidi, che non ci danno niente se non un senso di logoramento e stanchezza. Certo, non è assolutamente facile capirlo: staccarsi dal passato è dura, senza dubbio e non è garanzia del fatto che ci sentiremo IMMEDIATAMENTE bene. Ma superata quella fase, ammettere che la nostra vita va avanti anche senza chi ritenevamo indispensabile, è n attimino meglio, su.
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4 thoughts on “Amici con gli ex. Sì o No?

  1. Succede dopo la prima relazione finita, quando ne hai collezionate un po’ di più capisci che con qualcuno puoi mantenere contatti ed eventualmente anche una amicizia. Ovviamente tutto ciò dipende da svariati fattori che non sempre dipendono esclusivamente da noi. Una nuova relazione per esempio, la distanza, l’intensità, la complicità che si era instaurata e molto altro. Ho un vasto campionario nel mio catalogo personale. 😉

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