Il Grande Gatsby

Di solito, la prima cosa che mi aspetto da un libro è che una volta finito deve lasciarmi un incredibile sensazione di stupore. Devo chiuderlo e sentirmi svuotata, come se tutte le parole che c’erano da dire fossero ancora calde tra le mie mani e sulla carta. Questo è esattamente la prima sensazione che collego alla lettura de Il grande Gatsby: ho terminato il libro e sono stata a fissare il vuoto per un paio di minuti, manco fosse avvenuta in me chissà quale rivoluzione sentimentale.

Il punto è che la lettura, in sè, ha degli snodi interessanti, alcune impercettibili descrizioni ( sembra un paradosso, ma spero di essermi spiegata) per le quali Fitzgerald mi ha davvero portato nell’enorme villa di Gatsby, tra quegli ospiti che passano da una sbronza all’altra, nel chiacchiericcio vuoto dei ricchi, nella futilità e illogicità di risate e maschere ben cucite. Ma niente, assolutamente niente ha a che vedere con il finale. Non posso spoilerare, è chiaro, ma credo sia uno dei finali più belli che abbia mai letto. Così come la figura di Gatsby, chè ho dovuto anche fare una certa fatica ad immaginarmela diversa da quella di Di Caprio nel film omonimo. Nel libro, conosciamo Gatsby un po’ di pagine dopo. Prima sappiamo della sua villa, poi delle voci che girano di lui( un’omicida, un grande uomo di potere, un bugiardo) poi ancora della versione che lui dà di sè e, infine, l’idea che si fa il narratore di lui, e quella che ci facciamo noi di lui. Ma da qualsiasi prospettiva lo si guardi Gatsby è, prima di tutto, un uomo solo. Solo e isolato completamente dal resto del mondo. Il suo unico legame con il mondo è il suo passato: quello vissuto con Daisy, il cui amore Gatsby coltiva come solo gli uomini che credono ciecamente nei loro ideali (perché è di quello che si tratta) possono fare. E’ un personaggio che inizialmente turba, perché anche tu, lettore, non sai esattamente chi sia. Cerchi di capire a che gioco sta giocando, se i suoi sentimenti, tra la falsità, i doppi volti degli altri, siano autentici o meno. E resti perplessa quando inizi a scoprire pian piano chi sia Gatsby e chi sia Daisy, che natura abbia l’amore per Daisy, e quale quello di Daisy per Gatsby. Nella società americana caotica in cui ognuno ha una doppia vita, Gatsby, in quanto autentico viene scambiato ogni volta per ciò che non è, e così lo sarà fino alla fine. E’ la tragedia di ogni epoca, di quella di Amleto come quella del novecento e ogni volta resto affascinata da quanto uno scambio di battute, un gesto, una frase non detta bastino a far cadere tutte le nostre certezze, i nostri ideali, i nostri punti di riferimento. Dall’altro lato, mi ha impressionato come Gatsby non tenda a distruggere le certezze degli altri, prima fra tutti l’immagine che hanno di lui. Daisy, Daisy, Daisy, l’unica di cui gli importa davvero è la sua Daisy, la sua sospirata Daisy che pure è, nei suoi ricordi, così lontana da quella che avrà di fronte. Non mi stupisce che non sia riuscita ad inquadrarla perfettamente: da un lato la compativo, dall’altro le avrei imprecato contro per non so quanto tempo. Daisy e le sue contraddizioni di amare due uomini (oppure una verità che brucia riconoscere?), Daisy e la sua incapacità di staccarsi dal dolore, dalla mondanità, dalle sue certezze costruite su misura. Daisy che mi ha dato la conferma di quanto l’amore possa essere una potenza a tratti distruttrice, a tratti smodata e in grado di mettere in moto una serie di meccanismi perturbanti.

Insomma, il romanzo mi ha ricordato molto American Beauty e a tratti La Grande Bellezza (anche se data la cronologia, direi che sono più questi a prendere ispirazione da Fitzgerald!). Non arriva alle duecento pagine, e l’ho letto con una frenesia di arrivare al finale che, ripeto, mi ha fatto ricordare del perché ami così tanto la letteratura. Ve lo stra-consiglio.

A presto.

 

Annunci

3 thoughts on “Il Grande Gatsby

  1. Non riesco a immaginare come Gatsby qualcuno che non sia Robert Redford (e meno che mai Di Caprio), ma probabilmente è un mio limite. Del resto neanche Redford corrispondeva al protagonista del romanzo a quanto ne so. In ogni caso devo leggerlo!

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...