Due anni di blog

Due giorni fa WordPress mi ha ricordato che ho aperto il blog ben due anni fa. La cosa mi ha lasciato non poco perplessa perché mi sembra che sia passato da un lato molto più tempo, dall’altro molto meno. Mi guardo indietro, e mi ricordo perfettamente il mio primo post, una cosa assurda di pippe mentali che alla fine sono identiche a quelle di oggi (di cosa mi meraviglio?). Ricordo come nuotassi imbarazzata nei meandri del web, dell’amore che mi portava e mi porta ancora oggi a tornare sempre qui, in questo spazio in cui ho davvero depositato una parte di me, probabilmente la più vera. E’ un piacevole rituale, quello di rileggermi, di leggervi, commentare, anche se con università e tesi non riesco a farlo così spesso come vorrei. Mi piace star qui a buttar giù le mie idee, a non avere obblighi di scrivere ma di farlo spontaneamente, adoro poter respirare, rifugiarmi – ecco, è questa la parola che stavo cercando – rifugiarmi qui, tra le mie parole e le vostre, tra i miei pensieri e i vostri. Ultimamente pensavo a quanto fosse importante per ognuno di noi comunicare. Me ne accorgo spesso dal fatto che la maggior parte delle mie conversazioi sono con sconosciuti che incontro per strada, in metropolitana, dal medico. Ognuno ha l’incredibile bisogno di dire, di partecipare in qualche modo della tua vita e di farti sapere la propria, di buttar fuori qualche frustrazione, di arrabbiarsi perché il treno non arriva, di arrabbiarsi e dirtelo, soprattutto, di guardarti e commentare con sguardi, sospiri e sbuffi quanto sia noioso aspettare in sala d’attesa,  di chiederti “ti dispiace se mi ricordi che metto l’ombrello qui? Di solito me lo dimentico, poi è di mia nipote, che poi non piove neanche ma dice che dovrebbe mantenersi così fino a oggi pomeriggio”, commenti brevi, fini a se stessi ma che tanto aiutano a ingannare il tempo, a sentirsi un po’ meno annoiati e più sollevati. Ecco, è per questo che scrivo qui: per il mio continuo bisogno di comunicare anche il mio pensiero più futile, e per leggere i vostri. Perché è qualcosa che mi fa stare bene il poter scrivere e liberarmi dai pensieri troppo, e mi fa stare ancora meglio vederli su carta. Due anni fa parlavo di scrivere sul blog come un tornare a respirare dopo essere stata in apnea per molto: è una sensazione che ho sempre quando scrivo e devo a questo blog e a voi che mi leggete la possibilità di continuare a respirare regolarmente e molto spesso a fondo.

Buona domenica,

Roberta.

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